moratti - 2003 - SEMPLICEMENTEMUSICA

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LEGGE 28 marzo 2003, n.53 (Moratti)

MUSICA

Le Indicazioni Nazionali, a partire dal primo anno della Scuola Primaria, continuano la logica dei campi di esperienza della Scuola dell’Infanzia, tenendo conto del grado di partecipazione e di maturazione degli alunni relativamente alle attività musicali svolte in quel ordine di scuola. La logica è quella di una progressiva continuità come attiva e creativa rielaborazione della realtà nell’ incontro con il mondo dei suoni. In questa prospettiva, si consolidano e si sviluppano quelle abilità sensoriali legate alla produzione e alla percezione che impegnano il fanciullo nelle forme di riorganizzazione dell’esperienza e di esplorazione e ricostruzione della realtà, finalizzata a fargli realizzare concrete e autentiche esperienze d’incontro con la musica.

  • Contenuti e metodi

Non è superfluo ricordare che in questa fase evolutiva gli alunni potranno operare a livello simbolico solo se hanno già realizzato le corrispondenti operazioni concrete ed iconiche. Sarà necessario, cioè, che abbiano manipolato e agito, sperimentando su materiale reale, su oggetti fisici; si tenderà pertanto a realizzare quella “laboratorialità” intesa come ineludibile requisito per qualsiasi didattica attiva. L’operatività degli alunni sarà dunque componente imprescindibile per ogni tipo di attività, dalle più semplici alle più complesse. Elemento comune ad ogni esperienza laboratoriale sarà la “riscoperta”. Insegnare musica non significa, dunque, dispensare nozioni e conoscenze o migliorare delle tecniche ma, soprattutto, dare agli allievi i mezzi per apprendere il mondo sonoro in tutta la sua diversità e ricchezza.
La musica permette di sviluppare una sensibilità uditiva e affettiva e di esercitare la motricità in relazione agli elementi musicali; pertanto l’obiettivo prioritario può essere così formulato: ascoltare ed esprimersi attraverso la musica. Ciò significa che l’allievo fa proprio il mondo sonoro, rispetto al quale non rimane esterno o insensibile ma al quale si applica in prima persona con la sua percezione, la sua azione, la sua espressione.
Le competenze relative alla fruizione che il fanciullo dovrà maturare consistono nell’ insieme delle conoscenze e delle abilità necessarie per ascoltare, analizzare e interpretare gli eventi musicali; l’interpretazione è l’insieme delle operazioni che consentono di collegare un evento sonoro ad un contesto extramusicale e a motivare l’apprezzamento di un brano, a collocarlo all’interno di un contesto storico, sociale e culturale. L’analisi è la ricognizione degli aspetti morfologici del linguaggio musicale (ritmici, melodici, timbrico-sensoriali, armonici, formali, architettonici) funzionali all’interpretazione.
Le competenze relative alla produzione consistono nell’insieme delle conoscenze e delle abilità necessarie a produrre eventi musicali (eseguire musiche e canti o inventarne).
Il fondamento della produzione e della fruizione è l’articolata abilità di percepire, discriminare, individuare,classificare, ordinare e memorizzare il fatto sonoro in sé, nelle sue molteplici caratteristiche foniche e grammaticali di durata, altezza , intensità timbro.

  • La classe prima e il primo biennio

I fanciulli sono sensibili al mondo dei suoni e delle voci. Fin dalla primissima infanzia essi ascoltano,si muovono, sentono il ritmo, cantano, esplorano l’universo, anche quello musicale. Il far musica con la voce, con gli strumenti, con i mezzi a nostra disposizione permette loro di ritrovare nella musica le proprie emozioni, di appropriarsi di un fondamentale mezzo di espressione e comunicazione, di avviarsi alla conoscenza della grande tradizione dei secoli passati e di meglio interpretare la realtà odierna della musica anche nei suoi aspetti multiculturali, poiché il bambino che a scuola dialoga, anche in assenza di interazione verbale ma attraverso la musica, con coetanei provenienti da altri paesi, diventa un adulto capace di comprendere altre culture e confrontarsi positivamente con loro.
Nei primi anni, i fanciulli sviluppano la capacità di attenzione agli eventi sonori del proprio ambiente, di riconoscimento della funzione dei suoni e delle musiche nella vita quotidiana, ed esplorano le possibilità sonore della voce, del corpo e degli oggetti che usano, associano il ritmo al movimento, traducono in suono e ritmi i vissuti personali, le fiabe e i racconti, realizzano ritmi e melodie mediante la percussione di oggetti e strumenti costruiti anche con materiale di recupero.
A partire dalla prima classe e per tutto il primo biennio si individuano due dimensioni principali: quella della “Produzione” e della “Percezione”.
La produzione, specialmente nel primo anno é in raccordo ai campi di esperienze della scuola dell’Infanzia, ma anche per tutto l’arco del primo biennio con le relative e graduali espansioni, si caratterizza per il costante uso della voce in generale e di tutto il corpo – dotazioni più naturali ed immediatamente disponibili per ogni individuo - attraverso organizzazioni di attività sulle imitazioni di suoni e rumori della realtà naturale.
Nelle prime proposte di esperienze sarà opportuno mirare ancora al coinvolgimento e all’accorpamento di più aree disciplinari in singole attività. Queste prime forme di aggregazione non faranno ancora riferimento esplicito a statuti disciplinari più autonomi, che avverranno in tutto l’arco del secondo, ma consentiranno tuttavia di svolgere tipologie di esperienze formative comuni – significative per gli alunni – e nello stesso tempo proietteranno verso i fondamentali aspetti atomistici delle singole discipline.

  • Il secondo biennio

Per il secondo biennio, nella prospettiva della Scuola Secondaria di I Grado e anche per garantire maggiore gradualità e continuità, si declinano tre ulteriori ambiti:
- Interpretazione grafica del materiale sonoro e notazione musicale. Si riferisce alla sperimentazione di segni grafici e di forme spontanee e intuitive di notazioni: mappe sonore, partiture pittografiche, ecc., sino ai codici tradizionali.
- Uso degli strumenti. E’ un ambito da realizzarsi mediante la sperimentazione e manipolazione delle modalità di produzione sonora (percuotendo, strofinando, agitando, ecc.) a partire da semplici strumenti, anche autocostruiti con materiali poveri, sino all’impiego dello strumentario didattico vero e proprio. Anche i mezzi informatici, elettronici e multimediali in genere andranno opportunamente impiegati in alcune tipologie di esperienze.
- Uso espressivo della voce. Si tratta di procedere alla ricerca e all’analisi dei vari modelli espressivi (oralismi, declamati, recitazioni varie, ecc.) sino all’esecuzione di canti veri e propri, singolarmente e in gruppo, monodici e polifonici anche con semplici accompagnamenti.
Le attività relative alla “Percezione”, sia nella prima fase rivolta all’esplorazione dei rumori ambientali, suoni e rumori prodotti da esseri umani, da animali, ecc. (primo anno e primo biennio), sia ad un accostamento più analitico all’ascolto dei brani (secondo biennio) che prevedrà il riconoscimento delle caratteristiche formali-strutturali (ritmo, parametri generali dei suoni, linee melodiche, fraseggio, armonia, ecc.), si inseriscono nella prospettiva di organizzare l’intera esperienza sensoriale uditiva preparando il fanciullo ad una fruizione sempre più cosciente e consapevole della musica nelle sue più svariate forme, circostanze e manifestazioni.

  • La valutazione

E’ difficile, in campo musicale, rendersi conto di ciò che l’allievo percepisce, ciò che intende e ciò che prova, perciò occorre basare la valutazione su obiettivi specifici facilmente osservabili, anche se essi non rappresentano l’essenziale dell’attività, che rimane in gran parte nella sfera del soggettivo. Per questo si può cercare di valutare le abilità degli allievi secondo alcuni criteri stabiliti lasciando all’osservazione e senza valutazione tutto ciò che riguarda la sfera privata: gli apprezzamenti, le emozioni, l’espressione personale o la creatività. In classe la maggior parte delle produzioni musicali sono collettive; si sottolinea il fatto che le competenze musicali di un allievo, così come un’attività di canto o di ritmo, possono essere soddisfacenti all’interno del gruppo ma, messo solo nella stessa situazione, i suoi risultati possono essere di qualità inferiore a causa dell’aspetto emotivo. Si deve tener conto di queste condizioni durante le valutazioni.
Nel campo dell’educazione musicale, il livello degli allievi può essere molto diverso, e ciò anche in relazione alla maggiore o minore disponibilità dei docenti a permettere ai loro allievi di sperimentare ogni tipo di situazione musicale e di vivere dei momenti di grande significato (spettacoli, concerti, …). Parallelamente l’idea del Portfolio dell’allievo, nel quale possa essere raccolta una scelta di documenti, di note, di disegni, di illustrazioni, di esperienze musicali o di registrazioni, è stimolante. Con questo documento si può conservare, si può far vedere ciò che l’allievo ha fatto, compreso, visto, vissuto durante la sua vita scolastica, anche in campo musicale.

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