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SPECIALI

1858/2008
150° Anniversario della nascita
GIACOMO PUCCINI
(Lucca, 22 dicembre 1858 - Bruxelles, 29 novembre 1924)



Nato a Lucca da una famiglia di musicisti, terminò i suoi studi presso il Conservatorio di Milano, come allievo di Ponchielli. Dopo un inizio difficile conobbe il suo primo grande successo con l'opera Manon Lescaut, rappresentata per la prima volta nel 1893. Ad essa fecero seguito, nell'ordine, La Bohème (1896), Tosca (1900), Madama Butterfly (1904), La fanciulla del West (1910), Il Trittico (1918) e Turandot rimasta incompiuta per la morte improvvisa dell'autore, avvenuta a Bruxelles nel 1924. Giacomo Puccini, uno dei più grandi rappresentanti del verismo, cioè quel tipo di teatro musicale che porta sulla scena drammi della vita di ogni giorno, è l'operista più significativo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Nella sua arte si fondono una notevole efficacia drammatica e un lirismo pieno di delicata poesia.
(Bisson-Becatti, Musicalmente, Fabbri Editore)

Nel 1925 Arnold Schönberg scriveva, in una lettera, ad Alfredo Casella:
"La morte di Puccini mi ha recato un profondo dolore. Non avrei mai creduto di non dover più rivedere questo così grande uomo. E sono rimasto orgoglioso di aver suscitato il suo interesse, e Le sono riconoscente che Ella lo abbia fatto sapere ai miei nemici in un recente suo articolo".
Sempre nel 1925 Edgard Varèse scriveva:
"Sono passati più o meno dieci mesi da quando Giacomo Puccini ci ha lasciato, combattendo contro il destino per portare a compimento la sua Turandot. Così come allora non appariva all'orizzonte nessuna figura che desse segni di essere altrettanto dotata come melodista, non è una sorpresa che oggi nessun altro sia emerso in grado di prendere il pubblico mondiale per le orecchie".

Scossa elettrica

L'occasione per la stesura della marcetta brillante "Scossa elettrica"   fu un congresso mondiale di telegrafisti nel 1899 a Como per il centesimo dell'invenzione della batteria galvanica. Uno dei due manoscritti conosciuti porta la dedica di Puccini: "Eccoti la porcherietta… che i telegrafisti al suono di questa marcetta arrivino presto alla pensione". Nonostante la palese ironia, Puccini più tardi fece stendere da un certo G. Serrao una versione per banda.

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